Bobbio a Montecitorio

Presentando una riedizione del saggio di Norberto Bobbio “Destra e sinistra”, scritto nel 1994, Nadia Urbinati ne sottolinea l’attualità, sostenendo che il filosofo torinese aveva intuito come l’atteggiamento della libertà e dell’eguaglianza sui fenomeni migratori sarebbe diventato discriminante. Allora, però, bisognerebbe, per esempio, arruolare nella sinistra il più prestigioso esponente della destra italiana, il presidente della Camera Gianfranco Fini.
15 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 22:44
Immagine di Bobbio a Montecitorio
Può essere vero, invece, e per la verità su questo giornale tale ipotesi è già stata sostenuta in passato, che Fini sia in un certo senso in continuità con il pensiero di Bobbio (il che peraltro aprirebbe un’altra questione, se Bobbio stesso fosse davvero di sinistra). Nel pensiero di Bobbio, infatti, continua a far capolino una rivendicazione di libertà in un certo senso contrapposta all’eguaglianza, o almeno alla sua esasperazione propagandistica accompagnata dalla negazione pratica e burocratica che aveva caratterizzato i regimi del socialismo reale. Quando Fini si schiera contro “un concetto rigido di cittadinanza”, critica l’esclusione dai processi decisionali di “una parte crescente di residenti”, non esprime una sorta di conversione a sinistra, ma un’evoluzione possibile, ancorché probabilmente minoritaria, di una destra che ha assunto anche dalla lezione di Bobbio la concezione inclusiva della democrazia che nasceva soprattutto, in tempi ormai lontani, dalla sua contrapposizione al burocratismo sovietico e alle sue imitazioni nostrane.